La vita di prima
Sono tornata nella città che ho amato e odiato, che mi ha formata negli studi in un ambiente stimolante e creativo, a volte duro, per un nuovo impegno.
Solo che questa volta non ho portato un timer per il ritorno, non esistevano orari, ma ho ripercorso a piedi le sue strade, i suoi vicoli e persino lo stesso negozio che mi riforniva la carta lucida (Che ho ritrovato e me ne sono rifornita) – un bel pò perchè volevo vedere quanto fossero cambiati nel tempo, un pò per evitare il traffico – per cercare delle tracce che mi ricordassero quella vita ormai così lontana. Tra le mura del castello quando ne leggevo la tessitura per capirne le stratigrafie storiche, nelle trame dei marciapiedi del lungomare, nello Stretto che nel frattempo ho tatuato.
Sono cambiate tante cose, ma non è cambiato niente. Il modo di “leggere” un luogo non è più cambiato da quegli anni.
In quegli anni, non esisteva dieta, palestra o trattamenti viso, ma lo stretto necessario per rendere quella vita un pò meno pesante. Il supporto della famiglia e delle persone care fa tanto, ed è proprio lì che tutto si è formato e ne ho gettato le basi.
Quella studentessa appena ventenne è ancora lì, e la Città che glielo ha insegnato insieme ai suoi Maestri, è sempre pronta a ricordarle quanto è importante percorrere delle strade per comprenderne la sua storia. Perchè ogni segno è traccia. Anche nelle colline che si stagliano a monte, lì sotto ci hanno insegnato che potrebbero esserci ancora antiche tracce mai scoperte.
Ogni città, ogni borgo e luogo, ha un particolare marchiato a fuoco a un certo punto della storia.
Sta a noi volerla conoscere, con lentezza, per entrarne in confidenza.
Anche scovarla nel particolare più irrilevante.



